Ass. Aefula e Ass. Il Cammino Possibile – L’Alberata di San Gregorio da Sassola e i Monti Prenestini senza barriere


Data / Ora
Date(s) - 05/07/2020
9:30 - 17:00

Luogo
San Gregorio da Sassola

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Partenza dal borgo di San Gregorio da Sassola in piazza Brancaccio alle ore 9,30.
Attraversando l’ex Giardino dei Melangoli (un gioiello del 1650), ora parcheggio, si raggiunge la via dell’alberata. Sono presenti alcuni delle querce del 1600.
Sempre sulla strada dell’Alberata si raggiunge il Ponte Vicino e aggirando il “Colle” si arriva all’ormai diruto “Ponte Lontano”. In questo tratto la strada diventa un sentiero molto suggestivo, immerso nel fresco bosco di castagno. Nelle vicinanze, sul colle di Santa Lucia, trovarono rifugio i Fraticelli di Celestino V dalle oppressioni di Bonifacio VIII che perseguitò i “fraticelli dell’opinione”. La leggenda narra che il convento di Santa Lucia fu distrutto da un incendio e deve il suo nome all’Abate che riacquistò la vista per intercessione delle preghiere rivolte a Santa Lucia.
Si raggiunge poi la strada provinciale San Gregorio – Casape e si arriva al Borgo Medievale dove visiteremo una chiesa del 1540 dedicata a San Giovanni Evangelista per poi visitare tutto il Borgo Medievale.

L’iniziativa, nello spirito della manifestazione, è gratuita e condivisa con amici disabili, grazie all’utilizzo di joëlette.

Per informazioni e prenotazioni:
Paolo Proietti (Ass. Aefula) 331 3727212
Daniel Bazzucchi (Ass. Il Cammino Possibile) 333 3558967

 

Costituzione Italiana – Art. 9.

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica [33, 34].
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

La storia

Il cardinale Prospero Pubblicola Santacroce rileva San Gregorio da Paolo Giordano Orsini il 19 febbraio 1567 per 25 mila scudi. Il Santacroce si occupò da subito di Gericomio dove costruì un ospizio per la sua vecchiaia e lo collegò con San Gregorio mediante una strada: “la strada dell’alberata”.  La strada fu detta “Nova” per distinguerla da quella antica che passava per Saviano. La particolarità di questo tratto dell’Alberata è che non si incontrano ponti importanti, ma costeggia i dolci fianchi delle colline che separano San Gregorio da Gericomio. Il Santacroce cambiò l’ingresso al paese: dalla “Porta Piedi” lo portò all’attuale ingresso facendo passare la strada sotto il ponte levatoio. Tutt’oggi il tratto di strada che passa sotto il borgo medievale si chiama “Via Nova”.
Circa un secolo più tardi, il cardinal Carlo Pio di Savoia acquista il feudo da Maffeo Barberini per 183.352,28 scudi.
La peste bubbonica del 1656 infierì su San Gregorio da Sassola: iniziò il 16 agosto e durò fino a tutto il mese di novembre. La peste fece 355 vittime. Fu allora che Carlo Pio fece costruire nel 1658 il Borgo affinché famiglie provenienti da altri centri ripopolassero il paese. Nel 1662, il Cardinale, per collegare la nuova struttura urbanistica, prolungò la Strada dell’Alberata portando l’ingresso del paese da piazza dell’olmo alla piazza Teatro (piazza Padella) passando: per la Costa della Forma, per il Convento di S. Maria Nuova, dietro la chiesa della Cavata, sotto il Colle di Santa Lucia fino a giungere a Casape. In questo tratto fece piantare 4325 piante tra olmi e querce. Si calcola che tra tutte e due i tratti (Santacroce e Pio) furono messe a dimora circa 8000 alberi. Nel 1758, Gisberto Pio di Savoia Principe di San Gregorio e Marchese di Casape bandì l’appalto “per venire al taglio regolare degl’Alberi, che circondano le Strade chiamate volgarmente Alberate… esclusivamente però al numero di 4235 in circa da lasciarsi interamente per ornamento, ed ombre delle medesime Strade”. Nel 1760 si contano ancora 2650 alberi.
Dopodiché inizia la distruzione dell’Alberata.
Le strade alberate sono lasciate al loro destino e privati e istituzioni prenderanno l’abitudine di tagliare le piante.

Cosa dice la legge
Anno 1665
“Niuno ardisca danneggiare gli alberi di tutte le strade alberate sotto pena di scudi venticinque, e di tre tratti di corda”
(26 maggio 1665 – Card. Carlo Pio di Savoia, Principe di San Gregorio)
Anno 1768
“D. Gisberto Pio di Savoia Principe di San Gregorio e Marchese di Casape (…) per venire al taglio regolare degli alberi, che circondano le Strade chiamate volgarmente Alberate (…) esclusivamente però al numero di 4235 incirca da lasciarsi interamente per ornamento, ed ombre delle medesime strade”
Anno 1812
Sotto il governo napoleonico il Barone fu multato per 5000 franchi perché aveva venduto arbitrariamente le ghiande delle Alberate
Anno 1954
Il Ministro Gaetano Martino, Governo Scelba, emette il 29 aprile 1954, a firma del sottosegretario Maria Jervolino, un Decreto Ministeriale dove la strada Alberata viene dichiarata di “notevole interesse pubblico” ai sensi della legge 29 giugno 1939 n. 1497 – “Protezione delle bellezze naturali”